Il Salento

Il Salento è una delle cinque aree che contraddistinguono il territorio pugliese, insieme al Gargano, al Subappennino Dauno, al Tavoliere, alle Murge.

Il territorio salentino, abitato inizialmente dai Messapi, come testimoniano i numerosi ritrovamenti conservati nei musei della provincia, diventò successivamente terra di conquista, nella parte orientale, con il passaggio di greci, bizantini e pirati barbareschi.

La Provincia di Lecce, un tempo denominata Terra d’Otranto, con i suoi 97 comuni, immersa nel verde degli ulivi secolari, è un luogo ricco di storia e tradizioni, di bellezze naturali e architettoniche. Il tacco d’Italia, infatti, che si estende tra il mar Ionio, ad ovest, e il mar Adriatico, ad est, conta più di 250 chilometri di costa, a volte bassa e sabbiosa, altre alta e frastagliata, con rocce che lasciano il posto a spiagge, dune sabbiose e insenature con pareti che strapiombano altissime sul mare. È così che, ripercorrendo il litorale adriatico, a partire da Torre Chianca, ci si imbatte in piccole spiagge e nel mare cristallino, così come accade in località San Foca e Torre dell’Orso.

Muovendo verso sud si arriva a Otranto, con il suo favoloso centro storico a carattere medievale. Dopo la città idruntina si raggiunge Santa Cesarea, nota località termale, conosciuta per la splendida costa rocciosa con faraglioni e grotte. Dopo Castro, Tricase e Gagliano del Capo, si giunge al tacco dello stivale, Santa Maria di Leuca, ricca di scogliere e calette e celebre per le sue ville. Risalendo poi per la costa jonica troviamo Ugento, con le sue ampie estensioni sabbiose color oro. Ancora pochi chilometri e si giunge a Gallipoli, la perla dello Jonio, anch’essa ricca di spiagge, come del resto Porto Cesareo, decisamente più a nord, ma ugualmente frequentata dal turismo balneare.

Un paesaggio che si completa nella sua bellezza attraverso un entroterra che alterna zone pianeggianti e collinari, pinete e uliveti, macchie e vigneti, delineato dai caratteristici muri a secco, che delimitano le proprietà private, e dalle antiche costruzioni dell'edilizia contadina, simili a trulli, che prendono il nome di "furnieddhi".

Un rapporto con la cultura contadina ben visibile e presente anche nella musica popolare, nella gastronomia e nell'architettura che, nelle abitazioni private dei centri storici, ripropone spesso la tipologia abitativa delle “case a corte” che, nei suoi schemi, rispecchia le esigenze e il percorso evolutivo di una comunità rurale.